martedì 30 settembre 2008

via del saracino

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Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

E. Montale - Satura

sera, via saraceno si apre e si sovrappongono le storie. fa freddo ma non lo sento. ciao, ma sei tu?! ma come sei freak..! ma... boh, io pensavo di essere anche molto elegante. silenzio e sorrisi. dove vai? a cena. da un'amica. e io torno in me con in mano un mazzo di chiavi. ma ci rivediamo presto. l'ho incontrato dopo tanto tempo. tantissimo. ma chi è? è un amico del quale non ti ho mai parlato. (...) ma tu vai a casa da sola? no, no, tranquillo. noi andiamo di qua, voi andate di là. così siamo due e due. (...) volevo strappare un manifesto e chiederti l'autografo!

la città è vuota, dorme o ci va. rido e cammino, parlo e ridi, qui di fianco a me, tra ferrara e la realtà, per via saraceno.
la notte del 29 settembre è magica di nuovo.
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lunedì 22 settembre 2008

lautunno

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e poi venne lautunno che ci trovò di nuovo tutti in teatro a ventare le americane e a tirare le corde delle quinte. due nuove repliche che sembra che si facciano da sole e invece no. perchè ci siamo noi, là davanti alla quarta parete, di fronte a un pubblico anche nuovo. perchè settembre è di nuovo profumi di bruciato e ombre lunghe sull'asfalto delle sette. perchè sa di muffa questo periodo dell'anno? non è tristezza. è un passaggio stretto. metto una musica di percussioni e sax in sottofondo. anatre a v sopra la testa, freschino la mattina e altri discorsi si impolverano lungo gli stradelli della mia campagna. mi allontano ma vorrei fossi tu l'orizzonte che mi apre la porta, se busso distratto. tornerà la marea?
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venerdì 19 settembre 2008

Ti prendo e ti porto via

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Lo sai cosa mi disse la professoressa Palmieri nel bagno? Che le promesse sono fatte per non essere mantenute. Io credo che sia un po' così. Rimarrò sempre un assassino, anche se avevo dodici anni non importa, non c'è modo per pagare una cosa così terribile, nemmeno con la pena di morte. Ma col tempo s'impara a vivere lo stesso.

un mio buon amico dell'estate 2008 è stato il libro di Ammaniti, ti prendo e ti porto via.
bello, liscio, scritto con una penna geniale, coinvolgente e leggero, amaro e universale, siglato con un inatteso colpo di scena.
perchè così sono i sentimenti, scritti, raccontati o vissuti. tutti.

è la storia tenera e crudele della scoperta del mondo e di quella lunga ferita che è la giovinezza.
beh, chi non ha commesso piccoli/grandi errori irreversibili, da piccolo? e chi non continua da grande? è così che la vita prende la direzione al bivio. e da una situazione se ne genera un'altra. così, una scelta dopo l'altra, si diventa grandi.
e si portano i segni.

quante volte ho ghignato divertito in spiaggia, tra lo sguardo vagamente preoccupato dei miei vicini di ombrellone? quante volte ho pensato alle mie piccole delusioni e ai miei insuccessi? perchè è questo che succede, leggendo un libro così. perchè è come se ci fosse uno, lì di fianco, che ti racconta le sue e tu - inconsciamente - gli racconti le tue.
alla fine, si diventa amici, no? e alla fine mi è dispiaciuto girare l'ultima pagina. l'estate al mare l'abbiamo trascorsa insieme e lui mi ha coinvolto nelle emozioni che trapassano dalle sue pagine.

adesso lo lascio qui, sulla libreria. ma anche questo libro ha contribuito a far grande questa stagione.
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giovedì 18 settembre 2008

traduzioni

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--------- Original Message --------

Da: "AZ"

To: OdF

Oggetto: (nessun oggetto)

Data: 17/09/08 15:08

Dear my love! ti chiedo un favore e se puoi anche non farmi aspettare
dei giorni.....

mi puoi scrivere in inglese come si dice: premessa - devo chiedere alla
British air se per caso io prenoto un volo sia che sia di andata e
ritorno e sia che sia solo di andata da Londra a Bo però, e non riesco
ad andarci, non so perchè sono ammalata o cose del genere, come faccio
ad annullare il volo e se mi rimborsano il biglietto e nello stesso
tempo se io sono ammalata e Paolo no, se si riesce ugualmente ad avere
il rimborso di tutti e due.

te ne dovevo chiedere unaltra ma al momento non la ricordo, mi verrà in
mente!

se riesci a dirmi questa!

grazie my love

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--------- Original Message --------
Da: OdF
To: "AZ"

Oggetto: Re: (nessun oggetto)
Data: 17/09/08 16:30

ciao, scrivi così:

"Dear Sirs, good morning.

I am buying n. 2 tickets for London.
Please inform, in case we will not be able to use them, how can we obtain a reimbursement?

Thank You in advance.
Best Regards."

ciao, molta fretta ho
saluti e... il solito....

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--------- Original Message --------

Da: "AZ"

To: OdF
Oggetto: Re: (nessun oggetto)

Data: 17/09/08 16:31

ok to the moment thank you very much e il solito.....

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--------- Original Message --------

Da: "AZ"

To: OdF
Oggetto: (nessun oggetto)

Data: 18/09/08 10:20

Dear my love!

Devo cambiare frase perchè sempre la solita...poi rischiamo di cadere
nella monotonia e poi non ci amiamo più!

Comunque...grazie per la traduzione di ieri, or ora mi è venuta in mente
l'altra frase da tradurre. Riguarda la prenotazione all'albergo, nel
senso che sul sito ce scritto che per prenotare non occorre mandare dei
soldi, ma dare il n.della carta di credito giusto per registrarla e
verificare che non sia una balla/truffa. Io volevo chiedere all'albergo
se intanto avevo capito bene, cioè che non devi dare soldi ma solo il
n.della carta e poi se quando sei la e devi pagare lo puoi fare dando i
contanti, anche se prima loro avevano registrato la tua carta.
Do you understand me?

bye

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:-)))))

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giovedì 11 settembre 2008

undicizeronove

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oggi volevo scrivere qualcosa di serio, vista la ricorrenza, ma quando ho aperto la posta e ci ho trovato questa e-mail, non ho potuto fare a meno di farmi una risata. così, giusto per sdrammatizzare:

--------- Original Message --------
Da: "A******* Z********" g*******.fe@a*****.com
To: ominodiferro@gmail.com
Oggetto: (nessun oggetto)
Data: 11/09/08 12:02

Hi my love! come ti è andata la serata?Alla faccia tua, ieri sera mi sono mangiata una pizza in personal e poi divano, ma un massaggino ai piedi non mi avrebbe fatto schifo e so che tu a parte la laurea della quale non te ne stai facendo un piffero, sei anche laureato in riflessologia plantare, sono voci che provengono da tutte le tue girl! quindi potevamo unire le 2 cose no!ciao caro
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mitica! è la mia punatata personale di zelig ferrara! eh, si, the show must go on, nonostante oggi sia una giornataccia per chi, come me, ha fatto l'esperienza delle torri... anche solo da viaggiatore. quante domande che non avranno mai risposta. misteri, ipotesi, immagini, bandiere. new york city è una città ipnotica e solo apparentemente violenta. dietro la sua facciata commerciale c'è una vita che pulsa forte, un'energia che ti si incolla addosso: ogni angolo è una cartolina, ogni persona un personaggio, ogni film un ricordo. è presente, è contemporaneamente, è un luogo/non-luogo costante nella storia della nostra civiltà, è un simbolo dell'occidente globalizzato, non solo della sua nazione. forse adesso il suo tempo si dovrà contare in prima dell'undicisettembre/dopo l'undicisettembre (come succede col muro e la sua caduta dell'ottantanove.) oggi è trascorso un altro anno, ma - per me - da quel giorno siamo un po' tornati indietro.
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venerdì 5 settembre 2008

stelleestrisce

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l'altra sera, durante un bel dopocena di quelli che vanno via lisci, in compagnia di due amici di quelli buoni, con il chiaro e l'oscuro giusti, con i profumi e i sapori giusti, nella sera ferrarese, si rifletteva sull'idea di entusiasmo degli americani. io che sono una famiglia americana e che, come tutti, guardo la campagna presidenziale in tivù, sono veramente colpito da quello sguardo rapito in estasi, da quell'agitarsi di bandierine e di slogan che, come perfette traiettorie di frecce, si incastrano a pennello nelle capsule dell'attenzione e sembrano non spostarsi più. intendiamoci, sono consapevole che è anche un grande circo mediatico. anzi, la strategia è proprio quella, ok, ma, lo stesso, mi sembra molto più interessante e divertente dei nostri dibattiti pre-elettorali e i candidati sembrano molto più affascinanti, profondi, intelligenti, espressivi, convincenti, amichevoli e amati dei nostri prodi berlusconi. non so. sarà forse che sono cresciuto a pane e cinema americano e tutto ciò che viene da là ha quella patina di proprio, di giusto, di emozionante. sarà che mi immedesimo troppo con i protagonisti e mi lascio pervadere da quei discorsi da trascinatori di folle. davvero non so darmi una spiegazione.
non riesco ancora a capire come andrà a finire. di certo Obama è molto amato. molto kennediano, molto revival della dolce vita anni sessanta, ma anche molto sociale, sensibile, giovane e abbronzato... McCain dall'altra parte è un grande anticonformista e un imprevedibile. un tantino di destra ma il suo consenso cresce.

mi sembra di capire che quando c'è benessere, serenità, tempo, spazio, ci si sposta a sinistra, si ha più sensibilità per migliorare la qualità della vita, ci si gode gli ideali, i valori. invece, quando c'è terrore, paura per gli attentati, per l'economia, per la salute, quando c'è disordine, superficialità da parte delle istituzioni, allora ci si sposta più verso destra, si preferisce affidarsi a chi deve promuovere, radicare e costruire quei valori da vivere a pieno, poi. non è facile scegliere.
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