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Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle, storie fotografate dentro un album rilegato in pelle, tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa e il buio all'alba che si fa d'argento, alla finestra avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare, schiuma di cavalloni pazzi che si inseguono nel mare e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate, un treno per l'America senza fermate
Avrai due lacrime più dolci da seccare, un sole che si uccide e pescatori di telline e neve di montagne e pioggia di colline, avrai un legnetto di cremino da succhiare avrai una donna acerba e un giovane dolore, viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore avrai una sedia per riposarti e ore vuote come uova di cioccolato ed un amico che ti avrà deluso, tradito e ingannato...
Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano, camminerai dimenticando, ti fermerai sognando... Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza se amore, amore avrai...
Avrai parole nuove da cercare quando viene sera e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera, la prima sigaretta che ti fuma in gola un po' di tosse, Natale di agrifoglio e candeline rosse, avrai un lavoro da sudare, mattini fradici di brividi e rugiada, giochi elettronici e sassi per la strada avrai ricordi, ombrelli e chiavi da scordare
Avrai carezze per parlare con i cani e sarà sempre di domenica, domani, e avrai discorsi chiusi dentro e mani che frugano le tasche della vita ed una radio per sentire che la guerra è finita...
Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano, camminerai dimenticando, ti fermerai sognando... Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza se amore, amore, amore, amore avrai...
C. Baglioni – Avrai 1982
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stamattina, colonna sonora del viaggio verso l'ufficio. io, fermo agli anni ottanta, mi sono ritrovato. riflessione: sembrava più semplice pensare al futuro. era anche più semplice il presente. senza abusi di e-mail, sms e blogs per dirsi le cose. si prendeva il coraggio a due mani e si affrontava il discorso a quattr'occhi. si cercava il tempo per farlo. e si trovava. oggi le amicizie crescono a suon di trilli. e sembrano tutti ipercinetici. corsi, sport, mostre, concerti. paura di perdersi qualcosa? io, marziano, non sono d'accordo. cmq sembra più facile così, avere sempre qcosa da fare per non fermarsi a pensare, a confrontarsi. usare lo scudo telematico, piuttosto che esporsi in prima persona. d'altra parte, sono anni di superficialità e individualismo. l'impegno richiede una certa maturità e sicurezza. e le parole sono fonte di malintesi, figuriamoci quando non vengono ascoltate dal vivo. fraintendersi è un attimo. diffido sempre di chi dà la mano e poi ci mette sopra la sinistra e di chi ha una vita strapiena di impegni e non ha mai tempo.
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