martedì 29 aprile 2008

Scatti.2

Fuori Concorso:

1. fam-a
2. ore18
3. addizioni






lunedì 28 aprile 2008

Scatti.1






26 aprile 2008
Festival Internazionale della Fotografia, Roma Palazzo delle Esposizioni.
Primi 5 classificati:
1. acqua cristallina in città
2. the square
3. sete
4. treàlberi
5. festa in via veneto

martedì 22 aprile 2008

giochino di venerdì sera (meme)

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6 cose che non mi piacciono:

- svegliarmi 10 secondi prima della sveglia
- lavare i piatti
- le auto rosse (a parte la Ferrari...)
- i film/libri senza lieto-fine (almeno l'epilogo catartico, cacchio!)
- il caffè con lo zucchero
- il limoncino (o limoncello?)


6 cose che mi piacciono:

- fare colazione in compagnia
- vivere a Ferrara
- la frutta acerba (tranne le banane)
- svegliarmi presto in vacanza
- andare a correre la domenica mattina
- la sabbia nei libri



Un meme può essere parte di un'idea, una lingua, una melodia, una forma, un'abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa può essere comunemente imparata e trasmessa ad altri come un'unità. Lo studio dei modelli evoluzionistici del trasferimento dell'informazione prende il nome di memetica.
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lunedì 21 aprile 2008

J’ai rêvé que

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J’ai rêvé que je t’ai pris la main dans la plage, au coucher du soleil. J’ai rêvé un après dîner en campagne, sous le pergola, d’été. J’ai rêvé ma grand-mère que souriait en regardant une photo de mon grand-père de jeune. J’ai rêvé que t'ai dit bonjour, avant l’aube. J’ai rêvé mon chien dormant sous le pin. J’ai rêvé que je garais ma moto devant ta nouvelle voiture. J’ai rêvé que te rencontrais en vélo dans la place de la cathédrale. J’ai rêvé que j’habitais dans un cabanon à la mer. J’ai rêvé mes amis ouvrants une bouteille de vin noir, le premier jour d’hiver. J’ai rêvé ta silhouette devant la fenêtre, pendant que dehors il neigeait. J’ai rêvé que lisais une lettre de mes parents, étendu sur l’herbe, à l’ombre. J’ai rêvé que je me promenais tranquille dans la rue, au milieu de la nuit. J’ai rêvé tes yeux éblouissantes pendant que tu soufflais sur une petite bougie d’anniversaire. J’ai rêvé que je voyais ma maison d’en haute. J’ai rêvé toute la compagnie en vacance ensemble. J’ai rêvé que tu jouais la guitare, que tu t’est arrêtée et tu ma regardé, puis, dans la lumière de l’après-midi, souriant, tu m’as dit oui.
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venerdì 18 aprile 2008

ricetta della settimana

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Insalata Caprese (Variante Locale):

Ingredienti per 4 persone:

1/2 kg. di mozzarella di bufala (possibilmente aversana)
1/2 kg. di pomidoro cuore di bue sodi e non eccessivamente maturi
1 bicchiere d’olio d’oliva e.v.
4 o 5 filetti di acciuga sott’olio
1/2 etto di capperi dissalati
1 cipolla di tropea affettata sottilmente
1 cucchiaio di origano
2 o 3 ciuffi di basilico freschissimo
Sale e pepe q.b ...















e 1 lumaca.

Buon Appetito dallo Staff della mensa aziendale...!
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giovedì 17 aprile 2008

tutti in partenza per la russia

da Libero di oggi, 17 aprile 2008

La fotografia incredibile che pubblichiamo qui accanto vale più di qualsiasi saggio (politologico e sociologico). Spiega perfettamente cosa sia la sinistra e perché ha perso le elezioni. Un aereo costato milioni di euro. Tre persone in procinto di salire a bordo, una delle quali è Miuccia Prada proprietaria dell'omonima casa di moda, nota icona veltroniana. Infine un poveraccio sdraiato a terra con funzioni di gradino, dato che la scaletta è troppo corta per consentire facile accesso al jet. Un'immagine così non s'era mai vista se non nei film di Fantozzi. Un essere umano ridotto peggio che in schiavitù e usato come cosa dove mettere i piedi, e un grandissimo stronzo incurante dell'umiliazione che gli infligge. Tante volte abbiamo scritto che se certi ricchi vanno con i comunisti c'è qualcosa che non va nei ricchi o qualcosa che non va nei comunisti.

V. Feltri

amici compagni ed estremi-sinistri comunisti che avete perso il "lavoro", unitevi! adesso avete la possibilità di esprimere tutta la vostra anima low-profile. adesso che non avete più impegni sociali potete finalmente lasciare il nostro bel-paese e trasferirvi direttamente in russia (o a cuba, se vi ispira di più, o addirittura - e sarebbe il massimo - in cina) per vivere pienamente i valori e i principi della povertà, obbedienza, sobrietà, precarietà e modestia su tutti i campi (da quello intellettuale, passando per il professionale e ultimo solo per questioni di ordine alfabetico, spirituale)... il vero comunismo, insomma! mica quella roba pallida, moderata, gelatinosa e ottimizzata (!!) che si fa qui in italia. adesso potete farci vedere quanto valete davvero e... sparire! oppure potete sempre colonizzare un'isola al largo di lampedusa e accogliere tutti coloro che a causa dei loro governi poco liberali sono costretti a fuggire dal loro paese.
Yes, now you can!

mercoledì 16 aprile 2008

let's brush the house!

(…) The election — called just two years after Mr. Berlusconi lost to Mr. Prodi — was considered one of the least exciting in memory, with many Italians doubting that either candidate could accomplish any meaningful change.

But in some basic ways, the election signalled a decisive shift in a nation whose politics have been unstable because of the narrow interests of its many small parties. Mr. Veltroni, heading the new Democratic Party, the result of a merger of the two largest canter-left parties, had refused to run with far-left parties, as Mr. Prodi had done.

As a result, the ANSA news agency reported that the number of parties in the lower house of Parliament, the Chamber of Deputies, would drop to just 6 from 26. For the first time since World War II, there will be no one in Parliament representing the Communist Party, which has long played an important part in leftist politics here. Mr. Veltroni, in fact, started his political career as a Communist.

Experts on the left and the right said — and in some cases lamented — that the election had shown a shift toward a more American- or British-style system of two dominant middle-ground parties.

(…)

Ian Fisher – The New York Times
April 15th, 2008

martedì 15 aprile 2008

se i giovani sapessero, se i vecchi potessero

perchè l'umanità si è arresa?

nel giorno in cui la destra si riprende il timone del titanic-italia e manda a casa (finalmente) una parte di classe politica troppo debole (adesso vediamo se cambierà qualcosa), mi passano per la testa alcune riflessioni.
la superficialità delle persone mi dà un senso di nausea. e rabbia. perchè ce l'hanno sempre vinta. la logica del denaro, fottere gli altri il più possibile per dimostrare la superiorità. quantità. qualunquismo. individualismo. ipocrisia. estremismi di un male radicato e presente da sempre nella nostra società. e oggi mi sembra ancora di più.
negli ultimi tempi ho tagliato parecchi rami sterili. una potatura inevitabile e liberatoria. cose, persone, attività, abitudini. resta solo una ristretta cerchia di eletti, una selezione di alta qualità che mi rigenera, mi ringiovanisce, mi dà le conferme giuste. non mi serve altro. adesso. l'ho potuto fare perchè c'è abbondanza, tutto sommato. e perchè ho riscoperto come sto bene con me stesso, senza per forza stare in compagnia, che la solitudine non fa paura e anzi mi permette di avere molto più tempo per me e per i miei tanti interessi. invecchiando sono diventato più difficile e schivo (come se non fosse abbastanza). certo, ci sono periodi più semplici, altri meno. ma ne vale la pena. sempre.

venerdì sera ho rivisto un paio di vecchi amici che non vedevo da tempo. uno ha scelto di fare il lavoro che gli piace, lontano da qui, ma che gli dà soddisfazione. professionalmente è realizzato. personalmente no. o solo in parte. sopravvive, non può crescere come vuole, sente i limiti culturali e locali. credo che prima o poi si stancherà e cambierà idea.
tornando a casa a piedi, ho ripensato a quanto è importante concretizzare i nostri pogetti. ma quanti sono? quanti si realizzano? dice quella pubblicità che il valore di un uomo si riconosce non dai suoi sogni, ma da quanti riesce a tradurre in realtà.
a dirla tutta, io non sono particolarmente preso dal mio lavoro. insomma, mediamente. ok, è un lavoro. cerco di impegnarmi. ma di sicuro lavoro per sentirmi bene dopo, fuori. per essere libero di scegliere. e lo posso fare davvero, cavoli! sono parzialmente soddisfatto di quello che faccio, tutto sommato. ma questo è solo la base. poi la vita vera è un'altra cosa e non ha niente a che vedere con i giochetti e le trappole che si tendono a clienti e concorrenti (perchè questo è lo stile del mio titolare e per quanto io non lo condivida, lo devo pur sempre rispettare). lavorare è molto simile a giocare. vivere è un'altra cosa.

l'altro mio amico mi ha presentato la fidanzata. a settembre si sposano.

lui - e sai dove andiamo in viaggio di nozze? a new york!
lei - io voglio andare da tiffany e fare colazione!
lui - si amore, buttiamo quegli 80 dollari per un caffè...
(...)

giovedì 10 aprile 2008

giurnadaza tipo

(mi sono alzato con il piede sinistro?)

esco di casa. uno, due, tre, quattro semafori rossi.
ritardo. tra porotto e vigarano le sbarre del passaggio a livello si chiudono poche auto davanti a me. attesa 10 minuti.
arrivo al lavoro e passo il badge alle ore 8:01 (!), dovrò recuperare un quarto d'ora.
nel corso della giornata il cliente top minaccia un fermo-linea con addebito costi causa ritardo nelle consegne di un pezzo.
ore 17:10, il capo entra in ufficio e di fronte alla mia collega, al mio collega-lecchino-suo-cocchino e al figlio-invertebrato-erede mi dice: facciamo poche quotazioni, hai lavorato bene una settimana e poi ti sei fermato. (!)
dopo un'ora esco. piove che Dio la manda.
arrivo a casa, trovo una bolletta nella posta.
l'appuntamento di stasera salta via sms.

gulp, gasp, pant pant...
vado a letto, sano e salvo... fiiiuuuhh...!

una vera ondata di piccole sfighe, nella giornata di ieri. e credo di conoscere la fonte. ma sono sopravvissuto. he, he ... hi, hi...

martedì 8 aprile 2008

jazz poetry

(. . .)
On the moon, that's where you'll find me soon.

I'll be

a
l
o
n
e

again

and all I'll do is to l i e there till

I die

there, waiting on the moon,

for
you.

Would you ever even dream to go to the extreme
and would you ever wanna be the

O
N
E

to rescue me?

On the moon, that's where you'll find me soon,

all
a l o n e
again,

unwinding there and playing that you find me there, waiting on the moon... for you...

On the moon, that's where you'll find me soon.

All
a l o n e
again...

It's still your face will be hunting me, so if you're ever wanting me,
I'll be waiting on the moon...

... for
you.


Peter Cincotti
-On the Moon-


lunedì 7 aprile 2008

la scuderia OdF

venerdì, ore 18:00, parcheggio dipendenti.
il sole è ancora alto.
merito dell'ora legale (che fa sentire il suo effetto jet-leg).
inserisco la chiave, primo scatto. le spie del diesel si spengono a rotazione.
secondo scatto.
silenzio.
tutto fermo. il vento fuori scuote i rami più lunghi.
più che la consapevolezza di essere bloccato lì, a 50 km da casa, mi assale il terrore di essere in panne.
lei, la mia auto inglese che fa un po' james bond, la mia fiammante quattroruote, il mio jet privato, il divano che mi ha offerto paesi e paesaggi...
subito si insinua il pensiero che se non la posso riparare la devo cambiare. l'idea si ferma tra lo stomaco e lo sterno. mi rendo conto che sono fermo lì.
ancora.
primo scatto, attendo lo spegnersi delle spie, secondo scatto.
di nuovo silenzio.
passa un camion rosso DHL.
riprovo da lì.
secondo scatto e il motore va in moto.
mentre sono in strada, chiamo a casa. è una cosa molto strana. chiama subito rice, è meglio se gliela porti stasera o domani mattina presto. ok, domani mattina presto.

sabato, ore 18:00, davanti a casa dei miei, sto rinvasando una pianta.
mi sa che piove, fra un po'. sempre di sabato. ho anche lavato la macchina.
e silenziosa alle mie spalle, plana la mia rover. pulita, il nero gomme che esalta gli pneumatici e le applicazioni plastiche, la mascherina cromata, lucida con il livido del cielo di riflesso.

un omino con la tuta da meccanico rossa e gialla, scende e in quella luce tra nuvole in movimento e sole pallido, mi dà le chiavi. è il solito problema di questi motori. anzi, ci siamo stupiti che ti sia durato così tanto. di solito facciamo questo intervento molto prima dei 250.000 km. ma cos'era? il motorino d'avviamento è formato da delle lamelle che si usurano col tempo. adesso lo abbiamo rigenerato, è come nuovo. tutto a posto, tranquillo.

mi-ti-ci... siete dei maghi. una certezza, una garanzia.
non resisto, provo subito, il motore scivola in moto, come fosse la prima volta. faccio un giro in piazza, accendo lo stereo; come una ferrari, dopo il pit-stop, ma con la radio che canta piano yellow submarine (?!?!?!?!), he... mi sento a metà tra un pilota e 007...
ragazzi, M, E, M2 (maurizio, emi, manu e gli altri), siete la squadra meccanici della scuderia OdF.
grandi!

venerdì 4 aprile 2008

al posto mio

altra settimana di delirio, in ufficio, a causa dell'accumularsi di mille cose da fare. settimana lunga, iniziata già domenica per andare a prendere due indiani all'aeroporto di malpensa. sono distrutto. e più dormo, più dormirei. ma cos'è? ma cos'ho? la mattina, la radiosveglia canta nella penombra delle 6:20 e io sembro un cyborg. ho poco tempo per me e se non mi fermo un attimo e non mi concentro, non riesco a sentire niente. faccio una cosa dopo l'altra, senza esserci dentro. la velocità è sovrana. il tempo scorre via senza che me ne accorga. sabato ho visto M., giusta come sempre, tra i mattoni rossi della mia città. ciao, come stai? bene, un po' di corsa... anche tu? facciamo due passi? e come no, anche quattro. un salto in libreria, un caffè in centro e i piani dell'estate. sorrisi. le settimane si staccano una dopo l'altra. non sono convinto che alla fine tutto 'sto correre porti a qualcosa di buono. o forse corro per vivere meglio quando sto fermo. o forse corro perchè sono stato troppo fermo. ma corro veramente? vivo? sopravvivo? slitto? o sono solo il pensiero improbabile di un altro? solo uno di quei sogni che ti sembrano tanto veri da non capire la differenza con la realtà?... tu cosa faresti al posto mio?


background soundtrack:
Tempo che passi come una ruspa sul mondo e sulla mia pelle, tempo che non mi lasci il tempo di capirci un bel niente, tempo che non hai pietà… ridi di noi soli e imperfetti, affezionati ai nostri oggetti. Per esempio, prima c'era l'aria pulita ed ora, ora c'è solo smog, ma il tempo se ne frega e va, lui pensa solo a cambiarci l'età… tempo che non hai pietà per le nostre indecisioni e per tutti i nostri errori (…)
L. Carboni