lunedì 30 giugno 2008

io, in viaggio

.
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere d'incontri se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo né nell'irato Nettuno incapperai, se non li porti dentro, se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga, che i mattini d'estate siano tanti, quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra, tu, per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle, coralli, ebano e ambre; tutta merce fina, anche aromi penetranti d'ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi, va in molte città egizie, impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada, senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Itaca - Costantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie
.

venerdì 27 giugno 2008

Ustica

.
81 lampadine che pendono dal soffitto di tubi d'acciaio. il filo di tungsteno pulsa e sembra spegnersi. e invece no, non si spengono mai del tutto. 81 specchi neri. rettangoli sobri che riflettono i resti del dc9 itavia e davanti i volti di chi passa.









museo di ustica: ex magazzini atc via del saliceto (Bologna)


www.comune.bologna.it/iperbole/ustica/

28 anni fa.
ora è un'istallazione di Christian Boltanski.
.

martedì 24 giugno 2008

d+


(...) per non rinunciare all'attimo
si rinuncia a di piu' (...)
.
in sottofondo: Dalla Morandi - Tu mi entri dentro il cuore (1988)
.

martedì 17 giugno 2008

colleghi e pistole

.
gran simpatico, il mio collega capo-lecchino, che fa tanto il furbo con i clienti e si spaccia per il grande responsabile commerciale, dà gli ordini a destra e a manca senza investitura e va in vacanza fuori stagione...
.
he he... poi, però, come un serpente a sonagli, scivola qui da me e con fare indifferente mi fa, tu che sei bravo con il computer, dimmi questa cosa... ma com'è che non mi prende la password, stamattina? dobbiamo riavviare il server? (magari se togli il blocco delle maiuscole...); però se mando una mail e faccio invia/ricevi io non ricevo niente? dobbiamo riavviare il server? (...no comment); perchè se vado a capo mi salta circa una riga e mezza? dobbiamo riavviare il server? (forse se provi a impostare il paragrafo e ci metti l'interlinea giusta... questa è troppo difficile, eh?!); ma li sai tutti a memoria gli indirizzi dei clienti? (beh, se imparassi anche tu ad usare il programma gestionale, potresti far credere che sai volare...)...
.
allora ho cominciato a pensare cosa fare.
.
autodifesa?
.

lunedì 16 giugno 2008

offerte

.
una volta è entrato un ragazzo di colore in negozio dai miei. di quelli che vendono, ma non un rappresentante... un vu-cumprà, un giovane venditore della grande rete criminale organizzata. va da sè che nessuno aveva intenzione di acquistare calzini, nè spugne o mollette varie. così, mio padre gli fa: non ci serve niente, grazie, se vuoi ti posso dare qualcosa da mangiare. vuoi una banana?
e lui: ... non sono mica scimmia, io! (e poi se n'è andato)
.

venerdì 13 giugno 2008

l'appartamento in centro

.
prima di creare questo lavoro, pensavo che un blog fosse qualcosa di poco serio, uno di quei profili torbidi dico/non-dico per rimorchiare le ragazze. oppure che fosse una cosa da dissidenti di sinistra, di quelli che, non potendo avere altro spazio per comunicare le proprie idee rivoluzionarie, devono usare dei mezzi di trasmissione sottocutanea. mi chiedevo, inoltre, se fosse normale dover raccontare a tutti (e soprattutto a degli sconosciuti) i fatti miei (pensavo: e a chi può interessare?), quando spesso fatico a parlarne in famiglia o con gli amici che mi conoscono meglio di me. mi chiedevo quanto questo potesse portare all'isolamento o all'individualismo (la peggiore delle esperienze) e se stessi perdendo la capacità di relazionarmi faccia a faccia. ero molto scettico... e non avevo capito niente, perchè, alla fine, è stato l'esatto contrario. quando ho cominciato a costruire questo blog, non avevo idea che sarebbe stato così divertente, così diretto, così limpido. come tutti i bambini-adulti, da quando ho cominciato a giocare non riesco più a smettere e soprattutto, non pensavo che che sarebbe stato uno strumento così potente per annullare gli spazi ed entrare in comunicazione con gli altri.

oggi, quasi a metà di questo mese che ancora ci fa attendere la bella stagione, ancora più incredulo, scopro una nuova strada che, parallela a questa, va nella stessa direzione.

inizia qui: http://aflatdowntown.blogspot.com/
.

giovedì 12 giugno 2008

nuovo mondo

.
sta nascendo una nuova idea. una nuova strada, parallela a questa. il laboratorio si evolve, cresce, si dilata. sarà uno spazio nuovo, con le stesse impostazioni, ma con un carattere diverso. sarà un nuovo strumento per comunicare, per stare in contatto, per arrivare in quei luoghi e a quelle persone che difficilmente potrei raggiungere, a breve. sarà un nuovo mondo inesplorato da scoprire e conquistare, con le sue regole, facili e difficli, da capire e rispettare.
sarà un nuovo blog per fare pratica, per scrivere e per leggere. in inglese, lingua del mondo.
.

mercoledì 11 giugno 2008

sms

.
son qui leggero, oggi, per via di un sms arrivato dal traffico mostruoso di dakha alle 4 di mattina. eh, si, c'è di che fantasticare, stavolta. non fosse altro che per la parabola straordinaria che avrà fatto l'onda radio, fuori dal telefonino. me la vedo, decisa e iridescente, solcare la notte blu. Nel silenzio dell'alba orizzontale, verso ovest, sotto la pressione delle dita, fuori dal pensiero... oooop... dentro la città delle pietre rosse. canestro!
bene, bene, bene...
.

martedì 10 giugno 2008

slow down

.
this is a subject that, for some reasons, still stings my right side. i believe we can admit that, after the big black-out - and almost for the last two years - i slow down. it bother me to state - as, still after so much time, i would never score a point for her, in any case - but, at the end, it strongly helped me. and maybe it has been only a coincidence. to slow down and close some doors or open some others it has been a blessing. to slow down, mostly. it was strange to do, but necessary. well, ok, i'm always hurrying to jam everything in the best possible way, but i have also some good rests. to be able to read the newspaper, to live sundays, relax and play on the seaside, enjoy a good evening with someone special, watch a movie in peace, be able to choose to stay at home. this is luxury, besides to have time: to be able to say no, without hurting. therefore, i can do it because there is abundance. because there are the right persons. before it was different. not wrong, but simply different. i was also younger, hu!? i've never wanted to be one of those who tears life and others to pieces, but i surely had a different attitude, before, in facing events. may we talk of easy enthusiasm? quite the opposite, i can say that, after all, i've alvays been a late-blooming guy. and i prefere to aim to quality. this is a big responsability, believe me, as it means to work hard. but here we are. sometimes i've felt like i've slown down too much. so much that, in comparison to others, i look like to be still, motionless. i don't think that to slow down mean to stop. i try and not do it, also if, at times my movements are so slow that they are perceptible only to most careful hearts. in the same way, i'm firmly sure that to live is not the same of to survive. now, this is the new purpose.
.

lunedì 9 giugno 2008

almeno

.

forse è ora che mi abitui a girare con l'auricolare. o, meglio, che mi compri un blutuz. ancora meglio se me ne faccio dare uno - anche rotto o vecchio - da qualche amico iper-tecno che ormai è già passato alle ultime novità e non lo usa più. una tattica la devo studiare, perchè ormai mi hanno scoperto in troppi e almeno così dà meno nell'occhio e almeno sembra che sono al telefono. ecco uno di quei casi in cui essere - come al solito - l'uomo invisibile non fuziona e anzi, mi beccano tutti sul più bello (per loro) e faccio la figura del matto.
io parlo da solo.

p.s. stasera, fratelli d'Italia, grande Nazionale contro quei fumati degli olandesi.
background soundtrack: Inno di Mameli, 1847. so, fingers crossed!
.

venerdì 6 giugno 2008

diretto

.
c'è qualcosa di diverso. qualcosa è cambiato intorno a me. o forse sono io. ho seri problemi con il nastro adesivo. da sempre, davvero. se avessi una moto andrei al mare. diretto, stasera. oh, non riesco a non pensarti, mi credi?
.