venerdì 28 marzo 2008

legno vero




e pesando alla cosa più importante che poteva giocarsi, il burattino le disse:

dammi un'occasione ancora,
non lasciarmi da solo qui, per favore…

…brucerò il mio cuore,
è di legno vero,

ti riscalderà.

(musica)

giovedì 27 marzo 2008

df = dsf

ho parlato di recente con una persona che mi ha fatto riflettere su una cosa.

è più importante che una donna sia felice che fedele.
perchè una donna felice non tradisce. una donna felice è sempre fedele.

martedì 25 marzo 2008

diamo inizio a un nuovo inizio

Genesi 1

[1] In principio Dio creò il cielo e la terra. [2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. [3] Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. [4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre [5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

[6] Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque". [7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. [8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

[9] Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne. [10] Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. [11] E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E così avvenne:[12] la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.[13] E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

[14] Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni [15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne: [16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra [18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

[20] Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo". [21] Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. [22] Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra". [23] E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

[24] Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne: [25] Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. [26] E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". [27] Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio femmina li creò. [28] Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra". [29] Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. [30] A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne. [31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Genesi 2

[1] Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. [2] Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. [3] Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.[4a]Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.

passata la pasqua, do inizio ad una nuova stagione. ecco un'altra pagina bianca. noto che qui tutto si rinnova molto velocemente, non c'è niente da fare. bisogna lasciarsi andare. adesso via, ci rimettiamo in marcia. in salita. non escludo momenti di tensione e difficoltà, ma ok, vediamo come se ne può venire fuori, senza troppe ansie. ho trascorso tre giorni veramente inaspettati. di famiglia, di attenzioni, di mangiate e soprattutto di grande amicizia. sono orgoglioso dei mattoni-amici che costruiscono il muro della mia casa. non sono ancora sicuro di cosa sia la felicità e se esista come condizione di vita, continuata, intendo... credo che sia fatta di picchi, attimi, secondi. non so se sono felice adesso. in passato lo sono stato e spero di esserlo ancora e molte volte. grazie a roby-bon. ancora molte e nuove conferme. la nostra amicizia è per me fonte di felicità.

giovedì 20 marzo 2008

mi scrisse la Mab

i colori vivono
nelle sfumature
come la musica
nel silenzio.

sono la pausa
tra un battito
e l'altro,
la virgola tra
le parole,
una pagina
bianca e pulita,
una finestra
aperta.

le sfumature
sono la differenza
tra lacrime e
rugiada,
sono il sapore
che non ti aspetti,
il ricordo e
l'attesa.

sono il mio
augurio per te...

C. D. - La Regina Mab -
integrazione del 25/03/08: la m.a.b. mi ha dato l'invito alle nozze. la sento spesso in altalena. a volte l'ansia la travolge, altre l'entusiasmo. ma sarà una festa. lo sappiamo tutti. e dopo, non cambierà molto. un po' si, per forza, ma in meglio. e deve cambiare. mi viene in mente una canzone che si canta alle nozze: dice tipo...ora inizia il lungo viaggio della vita quotidiana, in valigia solo il cuore metterò... buon viaggio, amica mia.


martedì 18 marzo 2008

Lo scafandro e la farfalla

(...)
È domenica. La campana rintocca gravemente le ore. Sul muro il calendario dell’assistenza pubblica, che si sfoglia giorno dopo giorno, segna già agosto. Per quale paradosso il tempo, che qui è immobile, là fuori corre come un pazzo? Nel mio ristretto universo le ore si distendono e i miei mesi passano in un baleno.
Non mi capacito di essere in agosto.
Amici, donne, bambini, si sono dispersi al vento delle vacanze.

Jean-Dominique Bauby - Lo scafandro e la farfalla

ho letto questo libro perchè regalo di zoe. non si può dire che sia esattamente il mio genere, ma tutto sommato, tutto ciò che si lascia leggere, si può leggere. a volte è bene farlo. a volte. onestamente sono anche contento di averlo letto adesso. in un altro momento non me lo sarei nemmeno sognato.

un libro così non credo lo comprerei mai. perchè, nonostante la stesura brillante e il ritmo appassionante, la poesia, è pervaso di cieca e consapevole tristezza. violenta, soffocante, disarmante tristezza.

quando vai sulle montagne russe e sei sulla cima della prima salita, senti quella sensazione di impotenza ed emozione mescolata con il terrore, la claustrofobia e l'asfissia. ma la vivi tutta, quella discesa che ti toglie il fiato, e la vivi comunque bene, perchè pensi che prima o poi finisce e tornerai libero di andare, dopo una gran risata.

leggere questo libro è esattamente il contrario. per me è stato così. in caduta libera, dentro uno scafandro, senza paracadute (ho anche pianto una sera. una sera del cazzo, dopo una giornata con il tempo immobile, qui dentro, per me, mentre gli altri sembravano "dispersi al vento delle vacanze". e la tristezza sparava veloce. io avevo gli occhi annebbiati e non riuscivo sempre a schivare. - poi io mi identifico sempre una cifra con il protagonista di una storia o un film. senza pregiudizi. da maverick a jack sbarrow a step, sono stato tutti - ) e per tentare l'atterraggio di emergenza, solo due ali da falena.

lunedì 17 marzo 2008

filologia politico-sentimentale

Nel linguaggio politico, imbrogliare significa tradire la fiducia di chi ce l’ha data e quindi perdere la legittimità di rappresentarlo. Rinunciare alla carica significa quindi espiare per il tradimento della generosità altrui.

Ho letto di recente un articolo di Maurizio Molinari sul caso Eliot Spitzer, governatore di New York City. Questo qui, eletto governatore quattordici mesi prima come «Mr Clean», simbolo della lotta alla corruzione nello Stato di New York, si è giocato la carriera politica in un'ultima terribile notte da 4300 dollari con la squillo «Kristen». Il tradimento della moglie a ripetizione con più prostitute negli ultimi anni si è legato all'imbroglio per i cittadini che lo avevano scelto. Non abbiamo notizie di come stia andando il suo matrimonio. Sicuramente abbiamo ricevuto le sue dimissioni.

A parte le abitudini ludiche di questo individuo, fa riflettere come tutta questa vicenda venga tenuta in piedi dall’importanza del significato filologico di una parola, un verbo che ha un impatto dirompente nella politica e nella sociologia americana: «Cheating», imbrogliare.

«Cheating» è un verbo che lega spesso politica e relazioni sentimentali perché esprime il concetto di tradimento del partner, ovvero l’imbroglio più eclatante, avendo come vittima la persona con cui si è scelto di condividere la vita.

Così, sostando di fronte a una qualsiasi scuola elementare americana, all’ora di uscita degli alunni, ci si trova di fronte a genitori che vanno a prendere i figli facendo loro quasi sempre due domande: «Sei stato il migliore?» e «Non avrai mica copiato?». Anche copiare si dice «cheating». È il delitto peggiore che si possa commettere dentro una classe (perché l’intero sistema scolastico è basato sulla competizione fra gli alunni): copiare significa temere la concorrenza.

Dunque essere già un perdente.

Copiare o plagiare - altro significato di «cheating» -, pubblicare due canzoni o due programmi elettorali troppo simili.

Questo può essere sufficiente come prova che c'è un imbroglio. E un calo di fiducia. La stessa fiducia che il cittadino americano chiede all'Erario quando compila la denuncia dei redditi. Il commercialista raccoglie fatture, contratti, ricevute ed estratto conti. Poi chiede al cliente «È tutto?». L’intero sistema è basato sulla fiducia. Quando si scopre che poi c'è un imbroglio, il cittadino affronta un processo, rischiando la prigione.

«Cheating» ha diverse declinazioni nella vita degli americani e tutte molto negative. Questa loro repulsione emotiva si deve ricercare nelle radici del puritanesimo dei primi coloni.

Spesso ho disapprovato le contraddizioni e il cinismo di una nazione che ha basato l'andamento della borsa (e le sue proiezioni sull'economia mondiale) sulle scappatelle del suo presidente e che mette all’indice gli imbroglioni, ma che poi, in nome di chissà quali intrighi internazionali, gestisce il proprio potere nel mondo senza troppi peli sullo stomaco o che costruisce con legno stuccato, cartongesso e plastica, mega resorts lussuosissimi e centri commerciali nel deserto.

Tali contraddizioni esistono, è vero, eppure Spitzer si è dimesso, senza neanche provare a conservare il potere che aveva.

venerdì 14 marzo 2008

consigli e umorismo

È giusto definire infelice il «consiglio» che Berlusconi ha dato a una giovane precaria?
Sì, direi certamente di sì: è giusto.
E ancora: è giusto definire imbarazzante e sgradevole l’intervista con cui Ciarrapico ha rivendicato il suo status di fascista non pentito?
Ancor di più è giusto, giustissimo.
Ma, al tempo stesso: ha senso che siano questi i due temi principali dell’agenda politica?
No che non ha senso.
Eppure da quasi una settimana a tenere banco è il caso-Ciarrapico, non il crollo del Pil o i rifiuti di Napoli. Così come ieri l’argomento più dibattuto non è stato il caro-benzina o l’inflazione, ma quel «sposi un milionario, magari mio figlio» rivolto alla laureanda in cerca di lavoro.

Berlusconi ci ha abituati a uscite del genere, spesso accompagnate (come in questo caso) a galanterie di dubbio gusto. Si è liberissimi di provare simpatia o antipatia, nei suoi confronti. Ma ci chiediamo se sia normale un Paese dove una sciocchezza del genere diventa la prima notizia del televideo. Se uno legge le dichiarazioni dei leader del centro sinistra senza conoscere l’antefatto, è indotto a pensare che Berlusconi abbia annunciato come minimo la reintroduzione della schiavitù. «Come italiano mi vergogno», ha detto Franceschini. Per Rosy Bindi, invece, è Berlusconi che «dovrebbe vergognarsi». Bertinotti ha parlato di «allarme». Franco Giordano è «sconcertato e arrabbiato», dice che quanto è accaduto «dimostra che in Italia esiste ancora una lotta di classe».

Tutte dichiarazioni gravi e solenni che son diventate d’improvviso ridicole alle 20,43 di ieri sera, quando Perla Pavoncello - questo il nome della precaria - ha dettato alle agenzie poche ma semplici parole: «È stato uno scherzo, un gioco, se Berlusconi andrà al governo mi aspetto che mantenga le promesse». Ed è talmente «offesa», la ragazza, che ha concluso: «Probabilmente voterò per il Pdl».

Ci sarebbe da ridere, se tutto questo non dimostrasse - ahimè - che la sinistra non ha abbandonato la sua tradizionale forma di lotta. Non si tratta solo di anti-berlusconismo. A Berlusconi è stata solo applicata una tecnica che una certa cultura ha sempre applicato al nemico di turno, come ha ben spiegato il 27 gennaio scorso, su La Stampa, uno studioso certo non «di destra» come Luca Ricolfi: «Per potere restare fedele al mito del socialismo sovietico, la cultura comunista ha dovuto sviluppare una straordinaria capacità di ignorare i fatti, distorcere le informazioni e manipolare le coscienze». Quella «capacità» è sopravvissuta alla fine del comunismo e condiziona ancora oggi una sinistra che - paradossalmente - è poi la prima vittima di un simile modo di procedere, che la limita alla demonizzazione dell’avversario e le impedisce di aggiornare la propria analisi della società italiana.

Michele Brambilla – Il Giornale 14/03/08

giovedì 13 marzo 2008

un certo effetto

(...)
nell'ultima tua mail mi hai scritto: mi fido di te.

fa sempre un certo effetto.

lunedì 10 marzo 2008

Giu&Rom - opera pop

(...)
Occhi, guardatela per l'ultima volta! Braccia, prendete il vostro ultimo abbraccio! e voi, labbra, voi che siete la porta del respiro, suggellate, con un leale bacio un contratto indefinito con la morte che tutto rapisce! Vieni, amaro conduttore, vieni, disgustante giuda!
Via, o disperato pilota, precipita d'un colpo sugli scogli, che la infrangeranno, la tua barca afflitta e stanca dal mare.
Bevo all'amor mio!
(Beve)
O speziale veritiero! Il tuo veleno è rapido. Io muoio così, con un bacio.
(Muore)

Romeo
da Romeo e Giulietta, Atto 5° scena IIIa

sabato sono stato a vedere il nuovo lavoro di Cocciante. una grande conferma.
romanticismo tecnologico, proiezioni di tramonti insanguinati e cieli color cobalto mentre i nostri due si promettono il vero amore sotto una pioggia di stelle cadenti. tensione lirica, molta. grande presenza scenica, grandi estensioni vocali.
peccato manchi il lieto fine... ma d'altra parte, cos'è l'amore se non "una nebbia formata col vapore dei sospiri"?
che genio questo william...

giovedì 6 marzo 2008

L’∆LIΞИʘ

sono un soldato della divisione speciale. mi occupo dello studio e della ricerca delle forme di vita extra-terrestri, gli oggetti volanti non identificati, i fenomeni di entità aliena. ci hanno segnalato che in una caverna ai piedi delle montagne si nasconde una presenza sospetta, un'anomalia.

siamo sul posto. entriamo nell'anfratto e illuminiamo con i fari. tuta mimetica, sensori, computer. si, è lì, tra le rocce. sembra spaventato. cerchiamo di avvicinarci. lui fa come uno scatto, ci coglie impreparati. parte un fascio di luce rossa che colpisce il vetro del mio casco. poi un salto e sparisce nel buio.

il giorno dopo la stampa sa già tutto. il titoli dei giornali fanno così, senza tanti giri di parole: SAPPIAMO CHE HA PAURA DI NOI. MA CHE E' ARMATO.

(...)

mi sveglio con un leggero senso di ansia alle 3,45. lascio sempre la tapparella un po' alzata. la luce della via fa la penombra in camera da letto.
ascolto, resto in attesa, respiro.
no, non resisto, devo accendere la luce.



guardo sotto il letto...