giovedì 11 settembre 2008

undicizeronove

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oggi volevo scrivere qualcosa di serio, vista la ricorrenza, ma quando ho aperto la posta e ci ho trovato questa e-mail, non ho potuto fare a meno di farmi una risata. così, giusto per sdrammatizzare:

--------- Original Message --------
Da: "A******* Z********" g*******.fe@a*****.com
To: ominodiferro@gmail.com
Oggetto: (nessun oggetto)
Data: 11/09/08 12:02

Hi my love! come ti è andata la serata?Alla faccia tua, ieri sera mi sono mangiata una pizza in personal e poi divano, ma un massaggino ai piedi non mi avrebbe fatto schifo e so che tu a parte la laurea della quale non te ne stai facendo un piffero, sei anche laureato in riflessologia plantare, sono voci che provengono da tutte le tue girl! quindi potevamo unire le 2 cose no!ciao caro
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mitica! è la mia punatata personale di zelig ferrara! eh, si, the show must go on, nonostante oggi sia una giornataccia per chi, come me, ha fatto l'esperienza delle torri... anche solo da viaggiatore. quante domande che non avranno mai risposta. misteri, ipotesi, immagini, bandiere. new york city è una città ipnotica e solo apparentemente violenta. dietro la sua facciata commerciale c'è una vita che pulsa forte, un'energia che ti si incolla addosso: ogni angolo è una cartolina, ogni persona un personaggio, ogni film un ricordo. è presente, è contemporaneamente, è un luogo/non-luogo costante nella storia della nostra civiltà, è un simbolo dell'occidente globalizzato, non solo della sua nazione. forse adesso il suo tempo si dovrà contare in prima dell'undicisettembre/dopo l'undicisettembre (come succede col muro e la sua caduta dell'ottantanove.) oggi è trascorso un altro anno, ma - per me - da quel giorno siamo un po' tornati indietro.
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