venerdì 5 settembre 2008

stelleestrisce

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l'altra sera, durante un bel dopocena di quelli che vanno via lisci, in compagnia di due amici di quelli buoni, con il chiaro e l'oscuro giusti, con i profumi e i sapori giusti, nella sera ferrarese, si rifletteva sull'idea di entusiasmo degli americani. io che sono una famiglia americana e che, come tutti, guardo la campagna presidenziale in tivù, sono veramente colpito da quello sguardo rapito in estasi, da quell'agitarsi di bandierine e di slogan che, come perfette traiettorie di frecce, si incastrano a pennello nelle capsule dell'attenzione e sembrano non spostarsi più. intendiamoci, sono consapevole che è anche un grande circo mediatico. anzi, la strategia è proprio quella, ok, ma, lo stesso, mi sembra molto più interessante e divertente dei nostri dibattiti pre-elettorali e i candidati sembrano molto più affascinanti, profondi, intelligenti, espressivi, convincenti, amichevoli e amati dei nostri prodi berlusconi. non so. sarà forse che sono cresciuto a pane e cinema americano e tutto ciò che viene da là ha quella patina di proprio, di giusto, di emozionante. sarà che mi immedesimo troppo con i protagonisti e mi lascio pervadere da quei discorsi da trascinatori di folle. davvero non so darmi una spiegazione.
non riesco ancora a capire come andrà a finire. di certo Obama è molto amato. molto kennediano, molto revival della dolce vita anni sessanta, ma anche molto sociale, sensibile, giovane e abbronzato... McCain dall'altra parte è un grande anticonformista e un imprevedibile. un tantino di destra ma il suo consenso cresce.

mi sembra di capire che quando c'è benessere, serenità, tempo, spazio, ci si sposta a sinistra, si ha più sensibilità per migliorare la qualità della vita, ci si gode gli ideali, i valori. invece, quando c'è terrore, paura per gli attentati, per l'economia, per la salute, quando c'è disordine, superficialità da parte delle istituzioni, allora ci si sposta più verso destra, si preferisce affidarsi a chi deve promuovere, radicare e costruire quei valori da vivere a pieno, poi. non è facile scegliere.
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