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ritrovo un pomeriggio lunedì, sonnolento di paese. da quanto tempo non passo di qua? da ieri forse, ma così, da molto di più. racconti rilassati, all'inizio sempre gli stessi, erba tagliata, due aerei e rumore che passano bassi. io intanto sono come i ragni neri che scappano svelti nelle tane o costruiscono architetture cristalline e perfette: senza goniometro nè compasso, l'aria è giusta per tirarmi su le maniche. due che conosco preparano le loro nozze, ma sono la novità anche se non lo dico. verde e cielo, il tempo scorre pigro, qui, e il niente da fare, alla fine della giornata, è pieno di quante cose che ho finito oggi, con quella loro umiltà che disarma.
dopo le piogge del finesettimana la campagna è inondata. non è solo acqua, è più terra nuova, pronta a dare frutto. io mi giro e sei tu che mi chiami.
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martedì 7 aprile 2009
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