Mi hanno detto che la vita passata non mi appartiene. Che quello che ricordo è solo un piccolo frammento del mio vissuto; che gran parte delle mie scelte vanno perdute, col trascorrere del tempo. Però io penso che in fondo siamo la catena di ogni istante che trascorre, ogni giornata, ogni pensiero, ogni gesto. Somma integrale. Voci, distanze percorse, conclusioni. Ricordi, scelte, conseguenze. Differenti significati, però. Guardo la luce che si spegne quando esco di casa la mattina, le chiavi della macchina che sta per mettersi in moto, fisso il bicchiere che mi porto alla bocca, l’ombra di sbieco dell’attaccapanni sul muro. Sono momenti apparentemente insignificanti, monotoni addirittura meccanici, ma che sono parte del mio essere, del mio adesso. Quello che sarò in futuro è l’effetto anche di questi veloci, attimi fuggenti.
(…)
E' primavera
e mi prende un bisogno di leggerezza
e di pesanti passioni e un sentimento
indefinibile al tramonto
dalla finestra guardo il mondo
e mi viene voglia di tuffarmi
lì dentro
... e mi viene voglia di non lasciarlo mai
(…)
E' primavera
e mi prende un bisogno di leggerezza
e di pesanti passioni e un sentimento
indefinibile al tramonto
dalla finestra guardo il mondo
e mi viene voglia di tuffarmi
lì dentro
... e mi viene voglia di non lasciarlo mai
E' primavera
e torna come allora una voce
che dice
"Lascia ad altri i progetti
troppo lunghi
arricchisci il tuo tempo e non cercare
più del pane quotidiano
lasciati andare alla vita
e non disperarti mai"
Primavera – Luca Carboni, 1993
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