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il mostro è tornato. tagliente e stupido come un foglio di carta, sottile e banale mi lascia la sua ferita. mi attacca da dietro, con la tattica studiata. ritardata. squilibrata. il mostro mi ruba uno sguardo, mi lancia la sfida dal silenzio dei suoi freddi pensieri. ritorna da lontano, dal tempo di ieri, non tempo, si insinua, prende le avanguardie più deboli, entra e afferma, usa immagini non sue. non respiro. non respiro più. il naso è chiuso, soffio. si chiudono gli occhi. pesano. voglio guardarlo ma vorrei non vederlo. è senza vita, entusiasmo, evoluzione. non è. sembra. si muove stando fermo, ghigna senza pietà, corrode. parassita. deficiente. infetta. il mostro sta nelle mie solitudini. nere. si nutre e sparge i suoi rifiuti tra le mucose. vive.
fzzzzzzzz....
non sa. l'effervescenza è in mille piccolissime sfere.
io non ci sono più. ossigeno.
gli scudi sono forti.
le braccia diventano ali.
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mercoledì 4 febbraio 2009
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