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anche febbraio, vitreo e severo titolare dell'inverno si congeda, signori. e finalmente. buffone mascherato. corto, asimmetrico, zoppo. non sentite che c'è già un odore diverso, nell'aria. oggi voglio fare il filosofo. non ho un gran che da dire, quindi cazzeggio un po', di fronte al monitor. guardo le lettere che si scrivono ordinate una dopo l'altra, sono i miei pensieri sporchi di cristalli liquidi. che robe, che tecnologia. ma se è tempo di bilanci, direi che le cose vanno. i segni sono quasi spariti. all'attivo ho un paio di fiere, un'influenza - era dal 1989 che non mi veniva, ma stavolta è stato qcosa di...estraneo al solito ambiente -, un libro durissimo da far andare giù, una nuova autoradio spaziale e nuovi passeggeri. pensieri passeggeri? no. non solo. persone. passeggere. o stanziali. un po' mi davano fastidio, prima. adesso ci stano bene. e mi sono anche ulteriormente svincolato dalla provincia denuclearizzata, a sei km di curve dalla vita. mi piace, sono un anarchico asociale, per certe cose. era bersani a riempire le casse del lettore cd con questo album, l'ultimo degno di chiamarsi tale. ma che fine ha fatto il vecchio?
ti saluto con un ghigno, feb, e stringo la mano al nuovo che viene, vigile e rapido come il sensore del temometro dell'auto.
wroooommm...
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