mercoledì 23 gennaio 2008

etica spirituale o politica?

o è forse la stessa cosa? l'associazione di idee viene facile.
o forse è solo confusione?
oggi si legge così su libero e mi viene un ghigno amaro:

Per favore staccate il respiratore artificiale che tiene in vita Romano Prodi. Non vedete che è clinicamente morto e non ha speranza di rialzarsi? Bisogna avere pietà per gli zombi e mobilitare i becchini, i soli capaci di rendersi utili in questo momento di lutto per l'ex Unione che unita non è più. Il premier fa pena. Ho udito la sua orazione ieri mattina in Parlamento, parole tipiche di chi, sul punto di perdere la poltrona, ha già perso la trebisonda. Poveraccio, non si rassegna a tirare le cuoia e si dibatte disperato, rivendica, si commemora, dice in tono serio cose dell'altro mondo: il mio governo ha risanato il debito pubblico, ha diminuito i costi della politica (balle, li ha aumentati di oltre un miliardo), ho fatto questo e quello. È arrivato a sostenere d'aver fronteggiato l'emergenza rifiuti a Napoli e dintorni assumendo decisioni forti e risolutive. Vi rendete conto a che punto siamo? E noi qui ad ascoltare il delirio di un moribondo fingendo di prenderlo sul serio. Poi ci stupiamo se il Financial Times scrive che il nostro è il peggior esecutivo d'Europa.

Vittorio Feltri

1 commento:

Anonimo ha detto...

si racconta questa storia su una donna, su suo figlio e sul Mahatma Gandhi.
Il ragazzo era diabetico, e metteva in pericolo la sua salute mangiando zucchero. La donna, allora, decise di prendere il figlio con sè, di percorrere tre giornate di cammino, e di raggiungere la casa del Mahatma Gandhi. Voleva che fosse lui a dirgli di smettere. Era convinta che il figlio lo avrebbe ascoltato.
Ghandi la ricevette, la ascoltò, e, semplicemente, le disse di tornare dopo tre settimane.
La donna prese il figlio per mano e ritornò al villaggio. Tre settimane dopo, bussò di nuovo alla porta di Gandhi.
Lui la ricevette, la ascoltò di nuovo, ma questa volta si voltò verso il figlio e disse: "Ragazzo, non mangiare zucchero".
La donna si rivolse a Gandhi e gli fece la domanda che ognuno di noi gli avrebbe fatto. "Gandhi-ji, disse, tre giorni di cammino mi separano dalla tua casa. Sono stata qui tre settimane fa, mi hai detto di tornare, ho camminato tre giorni, poi di nuovo tre giorni e sono tornata da te. Perchè non hai fatto tre settimane fa ciò che hai fatto oggi? Perchè non hai parlato con mio figlio allora?"
Gandhi guardò la donna.
Credo che lo si possa sono immaginare, Gandhi che ti guarda.
Deve essere una di quelle cose che ti scavano dentro.
Gandhi la guarda, e le dice: "Donna, tre settimane fa anche io ero goloso di zucchero".
scrive un amico sul suo blog:
C'è una parola: congruenza.
Se dovessi darne una definizione, citerei proprio Gandhi: "Devi essere il cambiamento che desideri vedere nel mondo".